Comitato Italiano Associazioni Parkinson

L’ONU boccia l’operato del Governo italiano per mancato rispetto dei diritti dei disabili

Scriviamo  questo articolo dopo aver letto alcuni rilanci delle maggiori testate giornalistiche in merito alla condanna all’Italia da parte della Commissione ONU circa il mancato rispetto dei diritti dei disabili.

Obbiettivamente i giornali erano stati abbastanza pesanti. Citiamo ad esempio Il Tempo: “IL PAESE DELLA VERGOGNA: L’Italia tortura i disabili. Lo dice l’Onu.” (link articolo). Onestamente ci è sembrato un titolo strano, che la casta negli anni abbia dilapidato i fondi dedicati alla sanità riducendo a dei lazzaretti gli ospedali italiani non vi è dubbio. Infatti loro – i politici – si sono fatti una gestione a parte che li cura in strutture private!

Che il problema della gestione della disabilità in Italia fossero gli esperimenti e le torture, stile lager del Terzo Reich, ci è sembrato vagamente anacronistico ed insensato. Anzi abbiamo proprio pensato che era un classico trucchetto giornalistico per nascondere qualche cosa di scomodo.

ohchr_completeSiccome siamo dei rompiscatole, come al solito, siamo andati alla fonte, sul sito della Commissione ONU per i Diritti delle Persone con Disabilità www.ohchr.org (Convention on the Rights of Persons with Disabilities). Sito ovviamente in tutte le lingue della galassia meno che in italiano (siamo il 5° finanziatore della Commissione per importo versato ndr), ma non c’è problema, con i nostri amici parky traduttori volontari, abbiamo tradotto alcuni  interessanti documenti posti della sezione italiana (http://www.ohchr.org/EN/Countries/ENACARegion/Pages/ITIndex.aspx).

La prima cosa che scopriamo è che l’Italia è attualmente sottoposta dal 2001 al 2016 a 17 Procedure Speciali in merito a violazioni dei diritti umani.

Cosa è una procedura speciale ?

“Il consiglio, qualora ravvisasse violazioni dei diritti umani in un paese, può aprire le cosiddette “procedure speciali”: l’apertura di una “procedura speciale” può essere richiesta da uno Stato membro o su segnalazione di un’organizzazione per il rispetto dei diritti umani; il consiglio delibera a maggioranza se si debba aprire o meno la procedura. Se viene aperta la procedura, un pool di esperti guidato da un rappresentante del consiglio si reca di persona nell’area interessata per verificare il rispetto dei diritti umani e le eventuali violazioni, per poi riferirne al Consiglio.”

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Non stiamo parlando di diritti dei disabili o del diritto all’assistenza sanitaria. Stiamo parlando di diritti umani. Citiamo alcune cause per cui sono state aperte delle procedure nei confronti dell’Italia:

  • Scarsa indipendenza di giudici e legislatori
  • Diritti umani dei migranti
  • Scarsa libertà di espressione
  • Xenofobia
  • Detenzione arbitraria
  • Traffico di essere umani, specialmente donne e bambini
  • Violenza contro le donne
  • Mancato rispetto delle culture
  • Non rispetto dei diritti umani delle persone indigenti (poveri)
  • Esposizione a situazioni ambientali pericolose con particolare riferimento all’esposizione prolungata e non informata della popolazione a sostanze altamente tossiche

Non state leggendo le accuse nei confronti della Siria o della Corea del Nord. Parliamo dell’Italia. La Siria devastata dalla guerra da anni è stata soggetta a 12 Procedure dal 1998 ad oggi. Secondo l’ONU in Siria i diritti umani sono più rispettati dell’Italia.

In tutti i report conclusivi degli accertamenti inerenti l’Italia la frase che ricorre più spesso è “La commissione esprime preoccupazione” seguita da “Si raccomanda di prendere provvedimenti“.  Il pensiero ritorna immediatamente ai proclami di Renzi che ancora a dicembre 2016 si vantava di aver promosso la contestata legge “Dopo di noi” con la quale avrebbero risolto il problema del futuro dei disabili.

Con questi presupposti scarichiamo ancora più preoccupati il rapporto specifico relativo ai diritti dei disabili. Documento ufficiale OHCHR g1622667.

La prima cosa che ci salta all’occhio con orrore è la data, 6 ottobre 2016.

Come mai le agenzie di stampa hanno passato la notizia solo oggi? Per avere una risposta basta leggere il contenuto del documento: nelle 10 pagine del report conclusivo dell’accertamento la frase “La commissione esprime preoccupazione” è ripetuta 39 volte, “La commissione raccomanda” è ripetura 42 volte, “La commissione richiede allo Stato Italiano” è ripetuta 4 volte. In 85 punti su 88 sono state confermate  infrazioni sui diritti dei disabili. Riportiamo di seguito quelle che ci hanno colpito maggiormente:

  1. ci sono più definizioni di disabilità in tutti i settori e nelle regioni che portano a disparità di accesso a supporto e servizi
  2. mancanza di consultazione e confronto delle istituzioni con i disabili attraverso le loro organizzazioni rappresentative
  3. l’Osservatorio Nazionale sulla Condizione dei disabili non è un organo consultivo permanente
  4. mancata priorità delle organizzazioni di disabili nei processi decisionali
  5. la legislazione nazionale non contiene alcuna definizione chiara di accesso alle cure e non include un esplicito riconoscimento che la mancanza di disponibilità costituisce una discriminazione della disabilità stessa
  6. mancata integrazione sociale sistemica della disabilità femminile
  7. mancanza di dati precisi a livello nazionale relativi al numero di bambini con disabilità di età compresa tra 0-5 anni,  questo impedisce di attivare azioni specifiche
  8. il quadro politico per affrontare la povertà infantile per le persone con disabilità è inadeguato ed i meccanismi di monitoraggio sono assenti
  9. mancanza di misure efficaci ed appropriate per promuovere le capacità delle persone con disabilità e la mancanza di misure per combattere gli stereotipi ed i pregiudizi attraverso campagne di sensibilizzazione dell’opinione pubblica
  10. informazioni insufficienti sui reclami e sui disservizi in tema di accessibilità
  11. mancato monitoraggio degli standard di accessibilità, anche nella formulazione e nella gestione degli appalti pubblici
  12. mancanza di controllo sull’applicazione delle norme relative alla difesa delle persone con disabilità e l’assenza effettiva di sanzioni in caso di inosservanza
  13. comunicazione limitata  all’interno del settore pubblico, compreso il settore dell’istruzione
  14. abuso dell’istituto della Amministrazione di Sostegno troppo spesso interpretato come “sostituzione decisionale”(vedi nota relativa alla legge “Dopo di noi”)
  15. mancanza di una formazione specifica del personale operante nel settore giudiziario e di pubblica sicurezza contro la discriminazione in materia di parità dei diritti in tutti gli aspetti del matrimonio e della vita familiare delle persone con disabilità e sulla lotta contro stereotipi negativi
  16. inadeguatezza del diritto penale italiano che non consente alle persone con disabilità intellettuali o psicosociali di avere un processo equo
  17. inadeguatezza del diritto penale italiano che consente la forzata privazione della libertà per un tempo indefinito delle persone con disabilità intellettuali o psicosociali
  18. mancanza di parità di trattamento dei detenuti con disabilità rispetto a quelli senza disabilità
  19. sperimentazione medica sulle persone con disabilità senza il loro consenso libero e informato
  20. la tendenza di ri-istituzionalizzare le persone con disabilità e la mancata destinazione di fondi per promuovere e garantire una vita indipendente all’interno della loro comunità (vedi nota relativa alla legge “Dopo di noi”)
  21. inadeguatezza delle attuali politiche sociali in cui le donne sono “costrette” a rimanere all’interno della famiglia come badanti dei loro familiari con disabilità, invece di essere impiegate nel mercato del lavoro
  22. mancanza di riconoscimento ufficiale della lingua dei segni e il suo uso limitato nei media televisivi
  23. mancanza di riconoscimento del Braille e della comunicazione tattile come strumenti efficaci per la formazione delle persone non vedenti
  24. mancanza di misure specifiche per sostenere le famiglie di bambini con disabilità o gli adulti con specifiche politiche, tra cui il sostegno finanziario
  25. sussistenza di barriere amministrative, incluse le procedure inaccessibili, per i genitori con disabilità di adottare bambini, con o senza disabilità
  26. assenza di dati ed indicatori per monitorare la qualità della formazione e dell’inclusione degli studenti con disabilità
  27. inadeguta qualità della formazione degli insegnanti, pre-lavorativa e “on the job”, per l’istruzione inclusiva oltretutto nell’inosservanza di normativa europea in vigore da tempo
  28. i bambini affetti da sordità non sono dotati di interpreti di lingua dei segni a scuola, anche se richiesto
  29. indisponibilità di materiali didattici e tecnologie assistive che ostacolano la qualità dell’istruzione di base
  30. mancanza di accessibilità fisica e di informazioni riguardanti i servizi di salute sessuale e riproduttiva, compreso la lotta alla discriminazione, dedicata alle donne ed alle ragazze con disabilità
  31. processi lenti nell’adottare e finanziare gli standard minimi di assistenza sanitaria, compresa l’identificazione precoce e di intervento per i bambini con disabilità
  32. mancata attuazione degli standard minimi nazionali  per quanto riguarda i servizi ed i  programmi riabilitativi
  33. assenza di programmi di assistenza per salvaguardare l’autonomia e l’indipendenza (vedi nota relativa alla legge “Dopo di noi”)
  34. inutile direzionamento di risorse verso soluzioni che mirano ancora in modo anacronistico e contrario alle indicazioni condivise a livello europeo ad istituzionalizzare il disabile
  35. alti livelli di disoccupazione tra le persone con disabilità
  36. disposizioni inadeguate per promuovere la loro inclusione nel mercato del lavoro, in particolare delle donne
  37. elevato livello di povertà tra le persone con disabilità e le loro famiglie
  38. mancanza di una valutazione degli effetti negativi delle misure di austerità
  39. le persone con disabilità intellettiva e / o disabilità psico-sociali non ricevono un sostegno adeguato ad esercitare il diritto di voto
  40. mancata ratificata del Trattato di Marrakech per facilitare l’accesso a supporti dedicati alle persone non vedenti, ipovedenti o comunque con difficoltà di accesso ad opere stampate
  41. indisponibilità e scarsa qualità della raccolta di dati censori sulla popolazione con particolare riferimento a disabilità, sesso ed età

Tra le conclusioni ci ha colpito questa affermazione:

Il Comitato richiede allo Stato italiano di diffondere ampiamentee le suddette osservazioni, anche tra le organizzazioni non governative e le associazione delle persone con disabilità, alle persone con disabilità stesse e dei loro familiari, nelle lingue nazionali e delle minoranze, tra cui il linguaggio dei segni. Il Comitato richiede allo Stato italiano di rendere disponibili le suddette osservazioni sul sito del governo in materia di diritti umani.

La bocciatura dell’ONU della legge “Dopo di noi”

L’ONU non ha condannato l’Italia per gli esperimenti sui disabili non informati, questo è solo uno degli 80 motivi! È evidente che in molti punti l’ONU bolla come inadeguata ed anacronistica la legge Dopo di noi!

L’ONU bacchetta il Governo italiano per “inutile direzionamento di risorse verso soluzioni che mirano ancora in modo anacronistico … ad istituzionalizzare il disabile”.

L’ONU condanna chiaramente l’assenza di programmi di assistenza per salvaguardare l’autonomia e l’indipendenza e la mancata destinazione di fondi per promuovere e garantire una vita indipendente all’interno della comunità.

L’ONU boccia la legge Dopo di noi a livello strategico e programmatico.

  1. Immigration Inclusive Centre (Venezia)
    Abbiamo contestato e criticato duramente la proposta di legge .La disabilità in Italia ha ancora oggi un problema di segregazione .La legge sul Dopo di noi autorizzava l’allontanamento coatto delle persone con disabilità grave e in condizioni di emergenza assistenziale incentivando così il ricovero nelle strutture.LA LEGGE SUL “DOPO DI NOI” – LA CRUDELTA’ DI UN PENSIERO DISCRIMINATORIO che violava pesantemente i ‪Diritti umani ‬ in nome del profitto del ‪NoProfit‬ ,negando di fatto una vera ‎DEISTITUZIONALIZZAZIONE‬ delle persone con disabilità grave .

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