Comitato Italiano Associazioni Parkinson

Risultati preliminari della studio : “Impatto dell’epidemia di SARS-CoV-2 sulle persone con Malattia di Parkinson in Italia”

Il Comitato Italiano Associazioni Parkinson ringrazia pazienti e caregiver che hanno contribuito allo studio : “Impatto dell’epidemia di SARS-CoV-2 sulle persone con Malattia di Parkinson in Italia” basato su un totale – ad oggi – di 358 questionari compilati.

Si ringrazia il Prof. Marco Cosentino, Medico Chirurgo e Professore di Farmacologia Medica nell’Università degli Studi dell’Insubria di Varese (https://www.facebook.com/med.pharmacol) per il coinvolgimento nella promozione di questo progetto di fondamentale importanza non solo a livello scientifico ma anche come strumento di supporto a campagne di sensibilizzazione. Si precisa che al momento i dati non sono ancora definitivamente validati.

Lo studio italiano

Lo studio fa parte di un programma di ricerca realizzato in collaborazione tra l’Università degli Studi dell’Insubria, l’Università del Piemonte Orientale, e AsPI – Associazione Parkinson Insubria, con l’obiettivo di rilevare i bisogni di salute delle persone con la malattia di Parkinson. Il programma non è finanziato da nessun ente o organizzazione con fini di lucro e viene svolto come parte dell’attività istituzionale libera e autonoma degli enti promotori.
Il questionario comprende una prima parte sulle opinioni e percezione dell’epidemia, una seconda parte sull’esperienza personale e coinvolgimento nell’epidemia, e infine una terza parte sulla situazione attuale. Il questionario è ancora disponibile per la compilazione al seguente link fino al 18 dicembre 2020.

I risultati preliminari

1) Quanto è preoccupato per l’epidemia di SARS-CoV-2?


2) Teme che l’epidemia possa impedirle di ricevere le cure per la sua malattia?


3) Durante il periodo di chiusura a causa dell’emergenza coronavirus indichi se ha avuto difficoltà a consultare il suo medico di famiglia:


4) Durante il periodo di chiusura a causa dell’emergenza coronavirus indichi se ha avuto difficoltà a consultare il suo neurologo di riferimento:


5) In caso di difficoltà a consultare il suo neurologo di riferimento, indichi se ci sono state conseguenze per il suo stato di salute:


6) Durante il periodo di chiusura a causa dell’emergenza coronavirus indichi se si è sottoposto a terapie fisiche come di consueto:


La nostra personale lettura dei dati preliminari

A cura dello staff del Comitato Italiano Associazioni Parkinson e dei trainer di Wikiparky.tv

1) Quanto è preoccupato per l’epidemia di SARS-CoV-2?

L’80% si dichiara “preoccupato” per l’epidemia. Sappiamo benissimo quanto la condizione emotiva e lo stress facciano peggiorare i sintomi del Parkinson, questo significa che, a prescindere dall’impatto oggettivo delle difficoltà, ci dobbiamo aspettare che i sintomi di 8 pazienti su 10 siano peggiorati o peggioreranno nel breve futuro.

2) Teme che l’epidemia possa impedirle di ricevere le cure per la sua malattia?

Oltre il 55% teme che l’epidemia possa impedirgli di ricevere le cure. Significa che oltre la metà degli intervistati va oltre uno stato di preoccupazione ma ritiene possibile che le sue cure vengano interrotte. Questo crediamo dia un indice molto chiaro della fiducia riposta nel Sistema Sanitario Nazionale.

3-4) Durante il periodo di chiusura a causa dell’emergenza coronavirus indichi se ha avuto difficoltà a consultare il suo medico di famiglia/neurologo:

Quasi il 50% degli intervistati ha dichiarato di avere maggiori difficoltà a consultare il proprio medico di famiglia ed il proprio neurologo. Sorgono spontanee due domande :

  1. sapendo che già solo la preoccupazione per quello che sta accadendo può far peggiorare la sintomatologia, sarebbe stato importante attuare una campagna di informazione/prevenzione, proporre soluzioni alternative, magari un servizio di supporto psicologico. A cosa servono le ricerche, gli studi, la conoscenza della patologia se poi non USIAMO queste informazioni ?
  2. comprendiamo il maggiore impegno dei medici di famiglia ma perchè il 50% dei neurologi è divenuto irrintracciabile ?

5) In caso di difficoltà a consultare il suo neurologo di riferimento, indichi se ci sono state conseguenze per il suo stato di salute:

Il 20% degli intervistati ha dichiarato che la difficoltà di comunicazione con il proprio neurologo ha portato conseguenze sul suo stato di salute. Questo è il costo della mancata comunicazione e della indisponibilità di modalità alternative di accesso ai servizi – da uno studio fatto in Toscana – : “… il 75,2% dei pazienti era favorevole all’uso della tecnologia per eseguire visite programmate, tuttavia le strutture per la telemedicina erano disponibili solo per il 51,2% dei casi.”. “Conseguenze per il suo stato di salute” può significare ad esempio :

  1. difficoltà digestive e stipsi => riduzione dell’efficacia della terapia farmacologica,
  2. insonnia => riduzione della lucidità mentale nel corso della giornata, depressione, apatia, allucinazioni
  3. perdita di coordinazione => deambulazione incerta con alta incidenza di cadute e fratture
  4. disfagia => polmoniti ab ingestis

6) Durante il periodo di chiusura a causa dell’emergenza coronavirus indichi se si è sottoposto a terapie fisiche come di consueto:

L’85% degli intervistati ha dichiarato di non aver praticato terapie fisiche nel periodo di chiusura. (Il 20% non ne pratica abitualmente). Molti studi hanno sdoganato l’importanza del movimento e delle terapie riabilitative motorie tanto che anche nel nostro Manifesto del Parkinson (pagina 8 – scarica subito gratuitamente) ne parliamo come di un fattore fondamentale. Leggendo questo dato si evidenziano due focus :

  1. non siamo riusciti ancora a far capire l’importanza del movimento (Approfondimento a cura di Rigenera APS) e delle attività riabilitative motorie (2 persone con Parkinson su 10 dichiarano che comunque non pratica abitualmente terapie fisiche)
  2. non abbiamo divulgato ed informato sufficientemente la comunità parkinsoniana circa la disponibilità dei servizi di teleriabilitazione gratuita come il nostro portale Wikiparky.TV

Altri studi condotti in Italia

  • Modifiche dell’attività fisica ed effetti correlati nei pazienti con malattia di Parkinson durante il lockdown
    Estratto delle conclusioni :
    … Il 60% dei pazienti ha riportato un peggioramento significativo delle proprie condizioni generali durante il blocco, essendo la riduzione dell’attività fisica il principale fattore di rischio per tale cambiamento. Tuttavia, i pazienti hanno trovato il modo di praticare l’attività fisica, utilizzando in modo soddisfacente l’assistenza tecnologica nel 50% dei casi (principalmente donne)… L’emergenza COVID-19 è stata un calvario per i pazienti con PD. Tuttavia, i pazienti hanno adattato le loro abitudini per continuare a praticare attività fisica che è risultata una determinante principale del loro benessere; Inoltre, si sono rivolti con successo all’assistenza basata sulla tecnologia. Istruzione, comunicazione e networking risultano fondamentali per una reazione costruttiva alle sfide dell’emergenza.
  • Prevalenza e impatto del COVID-19 nella malattia di \Parkinson: evidenze da un’indagine multicentrica nella regione Toscana
    Estratto delle conclusioni :
    “… Nella popolazione PD è stata riscontrata una maggiore prevalenza di COVID-19 rispetto alla prevalenza in Toscana e in Italia. Ipertensione e diabete, come per la popolazione generale, sono stati identificati come fattori di rischio per COVID-19 nel PD. I pazienti con PD non hanno sperimentato un peggioramento soggettivo dei sintomi durante il periodo di blocco ed erano anche favorevoli alla telemedicina, sebbene abbiamo riportato una ridotta disponibilità a eseguirla.

Studi e campagne a livello internazionale

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